Visualizzazioni totali

lunedì 7 marzo 2011

UTILE PER RIFLETTERE

da http://www.fip.it/

1 Marzo 2011
CI LASCIA TARCISIO VAGHI - le condoglianze ed il saluto del Pres. Ragnolini
Il Presidente Regionale Enrico Ragnolini, insieme con il Consiglio Direttivo e lo staff del Comitato Regionale Lombardo, desidera rivolgere le più sentite condoglianze alla famiglia di Tarcisio Vaghi che nella serata di oggi ci lascia dopo quasi due anni di lotta alla Leucemia.
Le esequie si terranno venerdì 3 marzo alle ore 10 presso la chiesa parrocchiale di Cerro Maggiore in via Vittorio Emanuele II.
Tarcisio Vaghi è stato uno dei giovani allenatori lombadi di grandissimo spessore, protagonista dei successi delle giovanili della Pallacanestro e Campus Varese, oltre che prezioso assistente della serie A. La sua eredità più grande resta l’aver sensibilizzato tutto il movimento cestistico ad una maggiore attenzione verso questo male e contribuendo attivamente alla causa della donazione del Midollo Osseo. Tantissimi gli amici che aveva raccolto intorno a se in questa ultima avventura, come Giammarco Pozzecco, Andrea Meneghin e Danilo Gallinari.

Ci mancherai Tarcisio

- - - - - - - - -
In occasione del prossimo turno di tutti i campionati, il presidente della FIP Lombardia Enrico Ragnolini, ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi oltre che in memoria del tenente degli alpini Massimo Ranzani, per l'allenatore nazionale TARCISIO VAGHI già assistente di Pall. Varese, Pall. Casale Monferrato e Pall. Teramo e campione d'Italia con le giovanili del Campus Varese, scomparso oggi dopo una lunga malattia.
-------------------------------------------------
-------------------------------------------------


Pubblico una lettera consegnatami oggi  da Alberto Mascarin, ex giocatore del Tarci
Avrebbe tanto voluto leggerla in chiesa oggi ma non ha trovato forza e coraggio.
Vorrebbe però condividerla con più persone possibili, vi prego di aiutarci a farlo.
Alessandro Mamoli



Settembre 2003, torneo pre-campionato: Noi, Campus Varese, perdiamo in finale contro Robur et Fides, giocando con un atteggiamento orribile.Eravamo reduci da uno Scudetto l'anno precedente con Andrea Schiavi in panchina, lui era un volto a noi sconosciuto, eravamo decisamente spiazzati. Spogliatoio numero 6 del Campus, qualche giorno dopo..tutti seduti, lui ci consegna questa lettera;da li ripartiamo,poco alla volta, con una forza mentale e una voglia in palestra mai vista;sapevamo che a fine anno ci saremmo lasciati però, non capivamo e non sapevamo il perchè;nonostante questo, pensavamo solo a allenarci e a giocare,dando sempre il massimo.Risultato, nessuna sconfitta, vittoria al Rizzi, vittoria alle finali Nazionali di Palermo in finale con la Casalpusterlengo del Gallo, siamo Bi-Campioni d'Italia.Un anno indimenticabile.Da tutti gli allenatori impariamo qualcosa, Noi abbiamo avuto la fortuna di imparare da un Grande allenatore e da Grandissimo Uomo. Mai come ora, le parole di Wooden sembrano essere pronunciate dal Tarci in persona;la parte scritta da lui, invece..beh,ancora più FANTASTICA!!!Ci manca già.E dopo tutto questo, ci sono gli ultimi anni,quando ha combattuto in un modo che dire commovente, è dire poco. L'Allenatore...e l'Uomo...senza più parole.
Alberto Mascarin e la Squadra cadetti del Campus 1988


 Squadra cadetti 1988
Varese , 1 ottobre 2003
Se tu dai veramente il massimo, e soltanto tu lo sai veramente, allora avrai successo, e non conta se vinci o se perdi. Ma se tu non dai il massimo, hai sbagliato, anche se il risultato sembra darti ragione. Devi imparare a giocare per vincere e devi fare tutto quanto in tuo potere, purché etico ed onesto, per vincere. Non voglio giocatori che non hanno un acuto desiderio di vincere e che non giocano con determinazione ed aggressività per raggiungere quello scopo. Ma io voglio avere la sensazione (e voglio che anche i miei giocatori l’abbiano sinceramente) che dare il massimo è in sé una vittoria, e che dare meno del massimo è una sconfitta.
Quindi io continuo a ripetere ai miei giocatori che tutto ciò che mi aspetto da loro, nell’allenamento e in partita, è il meglio. Devono voler diventare il meglio di quanto possono diventare. Dico loro che, certo , voglio che siano soddisfatti della vittoria e di una buona prestazione personale, ma soprattutto che la più grande soddisfazione la ricevano dal sapere che tanto loro quanto la squadra hanno dato il massimo. Spero che le loro azioni e la loro condotta, dopo una partita, non indichino vittoria o sconfitta. Bisogna uscire a testa alta, quando si è dato il massimo, indipendentemente dal risultato, e non vi è ragione per gioire troppo di una vittoria o per deprimersi per una sconfitta
Inoltre sono convinto che chi sa essere soddisfatto per avere dato il massimo, alla fine avrà risultati uguali o migliori delle proprie capacità naturali.
Il successo è essere in pace con se stessi: è il risultato diretto dell’appagamento che deriva dal sapere che si è dato il meglio per raggiungere il traguardo più alto che ci si può porre

John R. Wooden - UCLA


Ricordate comunque che solo una squadra di buoni amici può dare il massimo : avere la certezza di essere congratulati per una cosa ben fatta e di essere confortati da un compagno per un errore commesso vi renderà amici più affiatati. Ricordatevi sempre di avere stima, rispetto, considerazione e comprensione per ognuno dei vostri compagni e tenete presente che mentre la pallacanestro è solo un aspetto della vostra vita, l’ amicizia sarà una componente che vi rimarrà sempre e della quale avrete un ottimo ricordo . Tali cercate di essere anche con i vostri allenatori : un semplice e sincero rapporto di amicizia è quanto di meglio possiamo trarre dalla nostra esperienza di squadra.

Tarci

Nessun commento:

Posta un commento